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Gli Organi della Confraternita e della Parrocchiale

 

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Di fianco, l'organo costruito da Felice Bossi nel 1856 per la Chiesa della Confraternita di Volpiano in una fotografia a fine restauro.

Nonostante le dimensioni ridotte è questo un oggetto di grande pregio storico, artistico, culturale e musicale. Anche la cassa lignea e la balaustra sono di ottima fattura seppure di autore ignoto. Gli angioletti sovrastanti la cassa sono invece databili intorno al 1770 e di stupenda fattura. Il dott. Claudio Bertolotto, esperto della Soprintendenza, li ha recentemente attribuiti allo scultore biellese Serpentiere.

 

Di fianco il potente organo Bernasconi della Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo di Volpiano è un maestoso strumento di 2400 canne, molto più grande e di diversa impostazione rispetto all'organo Felice Bossi della Confraternita. Fu fatto costruire da mons. Vaschetti nel 1882 in sostituzione di un settecentesco organo Bruna. Restaurato nel 1971 dalla "Pontificia Fabbrica d'Organi Tamburini di Crema (Cremona)",necessiterebbe ora di una revisione accurata. La stessa ditta Tamburini, rappresentata ora dal figlio Saverio, ha condotto il recupero dell'organo Felice Bossi della Confraternita.


Vuoi leggere la storia dell'Organo della Confraternita e del suo Restauro:

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Luigi Malandra

UN TESORO RITROVATO

Storia dell'organo della confraternita dell’immacolata di Volpiano (To)

 

Parrocchia SS. Pietro e Paolo - Comune di Volpiano  - Associazione “Terra di Guglielmo”
Edizioni Maccone 2003

Incipit....

 

"Quella che stiamo per raccontare è una storia a metà tra "Cenerentola" e "La bella addormentata". Riguarda però uno strumento musicale, un piccolo organo situato in una chiesa di Volpiano. Rimane solo lui. Nessun documento ci racconta qualcosa della sua storia. Non una lettera, non un progetto. Niente. Un semplice cartiglio sopra la tastiera con il nome dell'autore e l'anno di fabbricazione: "Felice Bossi e figlio di Bergamo, ora residenti in Torino, fabbricatori d'organi 1855" dove l'ultimo "5" è poi corretto a mano in "6". E un disegno di fantasia all'interno della struttura lignea firmato "Carlo Garzena" (forse l'autore della cassa stessa), con una data: 1856....... "

 

 

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